Stanchezza primaverile e multipotenzialità: 2 motivi per i quali sei esausto proprio adesso

Stanchezza primaverile. Quando parliamo di Astenia primaverile, sovente ci concentriamo su quello che possiamo fare per superare il periodo con slancio. Quasi mai però si ragiona su quali sono le vere cause che ne fanno – di fatto – un passaggio di transizione fisiologico. Vediamo di fare chiarezza con questo articolo.

Non so tu, ma questo è il periodo dell’anno in cui percepisco maggiormente la stanchezza primaverile di chi è multipotenziale e, al tempo stesso, l’entusiasmo di avere un’attitudine multipotenziale.

 

Mi spiego meglio: siamo alle soglie della primavera e, se da un lato tutto sta per esplodere in un fermento anche emotivo, dall’altro c’è l’inverno che si sta lasciando alle spalle il freddo, le nebbie — per chi vive in zone come la mia, in piena Pianura Padana — le piogge fastidiose e l’umidità.

 

Come ci condiziona tutto questo?
Vediamo di capirlo insieme.

multipotenzialità e produttività

Ciao sono Dino! 

Sono passato in alcuni anni dall’essere un tecnico avviato ad una carriera di progettazione, a diventare un direttore artistico in grado di organizzare oltre 500 concerti, per poi trasformarmi di nuovo in quello che sono oggi.  Un marketer. Fino a quando vorrò.

multipotenzialità e produttività

Ciao sono Dino! 

Sono passato in alcuni anni dall’essere un tecnico avviato ad una carriera di progettazione, a diventare un direttore artistico in grado di organizzare oltre 500 concerti, per poi trasformarmi di nuovo in quello che sono oggi.  Un marketer e soprattutto un amichevole professore di quartiere. E si, anche un Life Coach.  Fino a quando vorrò.

Life coach: cosa è il life coaching e 3 modi in cui potrebbe aiutarmi se sono multipotenziale Life coach. Tra tutte le varie …

Il paradosso della rinascita

Beh, se è vero che sta iniziando il bello, è altrettanto vero che questa incredibile voglia di proiezione alla rinascita è accompagnata da una soglia di stanchezza primaverile devastante.

 

È un problema, perché da un lato siamo portati a fare, ma dall’altro questo “fare” ci porta a finire più facilmente in burnout, a sentirci sulla soglia delle nostre forze fisiche.

 

Se anche tu ti rispecchi in questa situazione, oggi ti racconto quali sono i due principali motivi che non dipendono da te e non dipendono dalle tue circostanze di vita, ma che sono determinanti.

Devi riconoscerli nel dettaglio, perché sono l’esatto motivo per cui, anche se fai tutto bene, il rischio di percepire la stanchezza e di esserne negativamente soggetto esiste.

 

Perché mi sento stanco in primavera?

La risposta breve è: il tuo corpo sta attraversando un vero e proprio cambio di regime.

 

 

La stanchezza primaverile non è debolezza, pigrizia o segno che stai sbagliando qualcosa. È un meccanismo biologico reale, studiato, documentato. Succede a tutti. Ma colpisce in modo particolare chi ha un’attitudine multipotenziale, perché c’è una discrepanza specifica che si amplifica: la mente vuole accelerare, il corpo non riesce ancora a tenere il passo.

 

Lo step quindi è capire cosa sta accadendo e chiarire un concetto (che secondo la mia esperienza di coach), condiziona moltissimi. Di questo periodo in ambito coaching è un tema spesso dibattuto.

 

Ti ancitipo quindi il grande tema da portarti a casa immediatamente.

 

 

Non stai diventando meno produttivo, meno capace, meno motivato. Stai semplicemente attraversando un passaggio biologico che ha un nome — astenia primaverile — e che si risolve da solo nel giro di qualche settimana.

 

La differenza tra saperlo e non saperlo è enorme.

 

Isoliamo ora le due cause fisiologiche principale verso le quali non possiamo fare nulla se non mitigarle ma, verso le quali,  possiamo mostrare comprensione ed un pizzico di sana attesa e perché no “complicità”.

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Il ricalibramento ormonale e la stanchezza primaverile

Con l’aumento della luce, il nostro corpo deve ritarare la produzione di melatonina e serotonina.

 

Per noi multipotenziali, che abbiamo costantemente il cervello acceso su mille input, questo passaggio è un vero corto circuito biologico.

 

Mentre la nostra mente vorrebbe già correre verso i nuovi progetti primaverili, il sistema ormonale è ancora in fase di assestamento. Questa sfasatura crea una sorta di nebbia cognitiva che rende faticoso gestire la nostra tipica velocità di pensiero.

 

Questo fenomeno è legato al ritmo circadiano. Ricerche pubblicate su portali medici come Healthline confermano che la transizione stagionale altera la produzione di melatonina (l’ormone del sonno), portando a quella che viene definita stanchezza primaverile — con manifestazioni tipiche come la sonnolenza primaverile e la difficoltà a mantenere il focus per periodi prolungati.

 

Il cervello impiega tempo a stabilizzare i livelli di serotonina in risposta alle giornate più lunghe, causando sbalzi d’umore e stanchezza fisica.

 

Ti lascio un articolo per approfondire la correlazione tra stanchezza primaverile e ricalibramento ormonale.

 

fonte PubMed Central / NIHCircadian Rhythm Dysregulation and Restoration: The Role of Melatonin

 

L’adattamento termico e il calo di pressione

Il secondo meccanismo che alimenta la stanchezza primaverile è fisico e diretto: il passaggio al clima mite causa una naturale vasodilatazione.

 

Per chi ha un’attitudine sempre proiettata all’azione e al “prossimo orizzonte”, questo calo di pressione fisica viene percepito come un freno a mano tirato.

 

Sentiamo la discrepanza tra la nostra spinta interiore a creare e un corpo che, fisiologicamente, sta operando con una “batteria” a voltaggio ridotto per adattarsi alle nuove temperature.

La medicina del lavoro e la fisiologia dello sport studiano da tempo l’impatto della temperatura sul rendimento.

 

Quando le temperature salgono, il corpo deve lavorare di più per mantenere costante la temperatura interna attraverso la termoregolazione e la dilatazione dei vasi.

 

Secondo gli studi riportati da Medical News Today e molti altri, questo processo può portare a una temporanea ipotensione (pressione bassa) e a una spossatezza primaverile che colpisce la nostra capacità di concentrazione.

 

Anche qui puoi approfondire il tema stanchezza primaverile e adattamento termico

 

fonte NCBI / StatPearlsPhysiology, Vasodilation

 

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Quanto dura la stanchezza primaverile?

Dipende da persona a persona, ma in generale l’organismo impiega dalle due alle quattro settimane per adattarsi completamente al cambio di stagione. Per molti, il picco di stanchezza in primavera si concentra tra la metà di marzo e le prime settimane di aprile, per poi attenuarsi progressivamente.

 

Il punto critico, però, è questo: per chi ha un’attitudine multipotenziale, questa finestra temporale può essere percepita come infinita. 

 

Abituati a funzionare ad alta velocità, quando il motore gira a regime ridotto, lo sentiamo subito — e lo interpretiamo come un segnale che qualcosa non vada.

Non è così.

Questo fenomeno è temporaneo. Non è cronico, non è permanente, non è un problema da risolvere con più caffè o più forza di volontà.

 

È semplicemente il tempo che l’organismo si prende per risintonizzarsi ai nuovi ritmi stagionali. Una debolezza primaverile con una scadenza temporale, non una condizione strutturale.

 

Se però la sensazione di stanchezza primaverile persiste oltre le quattro settimane, oppure si accompagna a sbalzi d’umore importanti, difficoltà a dormire o una perdita di motivazione profonda e duratura, allora vale la pena approfondire con un professionista. 

 

Perché in quel caso potrebbe trattarsi di qualcosa di diverso dalla normale astenia stagionale.

 

Che fare però nella grande maggioranza dei casi? 

Aspetta, adatta il ritmo, e attendi il riequilibrio.

 

Vorrei poi condividere con te un suggerimento controintuitivo che sono certo tu comprenderai senza alcuna difficoltà e che sono altrettanto sicuro, tutto sommato, potrebbe piacerti.

 

Riconoscere i propri limiti per ripartire e godersi il viaggio

Essere persone con attitudine multipotenziale significa avere progetti in cantiere sempre e comunque: anche quando sei nella tua direzione di vita ideale, anche quando stai facendo tutto quello che senti di dover fare, anche quando la tua vita ti rispecchia appieno.

Questo ci porta a essere sempre attivi, sempre attuativi, sempre pronti a proiettarci in un nuovo eventuale orizzonte degli eventi da noi stessi creato.

Conoscere quali sono i limiti biologici in un determinato periodo dell’anno è un aspetto determinante per riuscire ad affrontare la stanchezza stagionale in maniera efficace, per non percepire il senso di “non avercela fatta” e per contestualizzare quelle dinamiche che a volte ci lasciano perplessi o ci fanno pensare di non essere all’altezza.

Se durante questo periodo dell’anno percepisci stanchezza, sei perfettamente all’altezza.

 

Semplicemente, conoscere come funzioniamo è di per sé un passaggio indispensabile per agire con presupposti sensati.

 

Oltre a questo c’è l’approccio contro intuitivo di cui ti parlavo prima.

 

Quando arriva questo periodo dell’anno, personalmente accolgo la lentezza. La percepisco come un invito del mio corpo, un suggerimento a rallentare, a godermi il cambiamento, a percepire la rinascita di cio che mi circonda e ad ammirarla. Il mondo è particolarmente bello in primavera, e la nostra totale propensione al fare, troppo spesso ci impedisce di percepirlo come meriterebbe. Ci pensa il nostro corpo a chiedercelo espressamente.

Ed è un invito educato e sensato che sarebbe davvero un peccato rifiutare.

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Stanchezza primaverile: il punto di partenza per gestirla davvero

In questo articolo ti ho fornito due motivi biologici precisi per cui, in questo periodo, senti il motore girare a regime ridotto.

Non sono scuse. Sono dati.

 

E la differenza tra saperlo e non saperlo è enorme. Perché finché non conosci il meccanismo, rischi di attribuirti una colpa che non hai.

 

Ferma tutto. Non stai rallentando perché sei meno capace. Stai rallentando perché il tuo sistema ormonale si sta ricalibrandosi. Perché la tua pressione sta scendendo fisiologicamente. Perché il tuo corpo sta facendo esattamente quello che deve fare.

 

Per combattere la stanchezza primaverile nel modo giusto, il primo passo è sempre questo: capire da dove nasce e si, perché no, accoglierla.

 

Prova ad applicare i suggerimenti che ti ho fornito e scrivimi nei commenti se ti sono stati utili.

 

Grazie per aver letto fino a qui.

Ci leggiamo il prossimo articolo.

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