Procrastinazione: 4 strategie per iniziare ad agire e smettere di procrastinare (subito)
Procrasinazione. Se devo essere onesto, tutto il mio percorso nel mondo del coaching e tutto il mio percorso di crescita personale intenzionale – strutturato, consapevole, ricercato – parte proprio dalla necessità di vincere questo spauracchio e smettere di essere un procrastinatore seriale. In sostanza, ho studiato il tema davvero, davvero, davvero intensamente.
Oggi, nello specifico, parliamo di come interrompere il pattern che ci porta a procrastinare. In sostanza di come agire subito, prima, immediatamente, per innescare il circorlo virtuoso che ci porterà oltre la soglia degli eventi che si muovo verso la procrastinazione.
Si, perché se c’è una cosa che mi capita spesso di notare nelle coaching è questa: so dove voglio andare, desidero con tutto me stesso arrivarci, ho già identificato che i miei valori, i miei desideri, tutto, è verso la direzione giusta. Eppure non riesco ad attuarmi.
La mattina mi alzo e mi perdo in mille pensieri, in attività completamente inutili dal mio punto di vista. Il telefono è un’arma illegale che mi tiene inchiodato a un luogo che mi prosciuga invece di ricaricarmi, che mi demotiva invece di farmi fiorire.
E in quell’altrove dove vorrei arrivare non ci arrivo.
Manca la parte di azione.
So dove voglio andare, ma non ci vado.
Ne parliamo in questo articolo. Leggilo fino alla fine perché ti darò strategie concrete per rompere l’inerzia e iniziare finalmente ad agire. Ma prima dobbiamo condividere alcune informazioni estremamente importanti.
Ciao sono Dino!
Sono passato in alcuni anni dall’essere un tecnico avviato ad una carriera di progettazione, a diventare un direttore artistico in grado di organizzare oltre 500 concerti, per poi trasformarmi di nuovo in quello che sono oggi. Un marketer. Fino a quando vorrò.
Ciao sono Dino!
Sono passato in alcuni anni dall’essere un tecnico avviato ad una carriera di progettazione, a diventare un direttore artistico in grado di organizzare oltre 500 concerti, per poi trasformarmi di nuovo in quello che sono oggi. Un marketer e soprattutto un amichevole professore di quartiere. E si, anche un Life Coach. Fino a quando vorrò.
Life coach: cosa è il life coaching e 3 modi in cui potrebbe aiutarmi se sono multipotenziale Life coach. Tra tutte le varie …
Procrastinazione, cosa significa?
La procrastinazione è l’abitudine di rimandare volontariamente compiti importanti o urgenti, sostituendoli con attività meno rilevanti o più piacevoli. Non si tratta di pigrizia, ma di un meccanismo psicologico complesso in cui sappiamo cosa dovremmo fare, ma scegliamo consapevolmente di non farlo.
Quando procrastiniamo, cerchiamo un sollievo immediato dall’ansia o dallo stress che un compito ci genera. Il problema è che questo sollievo è temporaneo, mentre le conseguenze negative si accumulano nel tempo: scadenze mancate, obiettivi sempre più distanti, autostima che crolla.
La procrastinazione non è una semplice cattiva abitudine. È una strategia emotiva per evitare il disagio, anche quando razionalmente sappiamo che rimandare peggiora la situazione. Ed è proprio questa consapevolezza che rende tutto ancora più frustrante.
Procrastinazione cause
Perché succede? E come posso interrompere questa cosa?
Succede perché intanto a livello valoriale dobbiamo essere allineati. Dobbiamo essere in sintonia con la parte più autentica di noi. Dobbiamo capire se quell’altrove è veramente in linea con chi siamo.
Ma anche quando l’abbiamo capito, resta il fatto che tutto il nostro vissuto ci ha riempito di condizionamenti che ci frenano, che ci rallentano. Che ci fanno credere di non essere la persona che potremmo essere, ma solo la persona che fondamentalmente la vita ha creato. E siccome tutto questo è estremamente faticoso, il nostro cervello – programmato per risparmiare e cercare gratificazione immediata – evita.
Gli psicologi hanno dato un nome a questo meccanismo: si chiama “discounting temporale” o “temporal discounting”. Funziona così: il nostro cervello tende a dare più valore alle ricompense immediate rispetto a quelle future. Quando dobbiamo scegliere tra il piacere di guardare una serie TV adesso e la soddisfazione di completare un progetto domani, il cervello sceglie quasi sempre l’opzione immediata.
Uno studio della Cornell University ha dimostrato che questa tendenza è radicata nel funzionamento stesso del nostro sistema limbico, la parte del cervello responsabile delle emozioni e della gratificazione. In pratica, quando procrastiniamo non stiamo solo “evitando un compito” – stiamo cercando un sollievo emotivo immediato dall’ansia che quel compito ci genera.
Ecco un link allo studio di cui ti parlo
Il problema è che questo sollievo è temporaneo. L’ansia torna, amplificata dal senso di colpa e dalla consapevolezza che abbiamo peggiorato la situazione.
Procrastinazione come paura del fallimento
Oltre a quanto detto sopra resta il grande tema del fallimento:
Quando un compito ci spaventa o ci fa sentire inadeguati, il nostro istinto, sempre lui, ci porta a evitarlo. Rimandare diventa un modo per proteggerci dall’ansia di non essere all’altezza. Il perfezionismo gioca un ruolo simile: aspettiamo il momento perfetto, le condizioni ideali, la preparazione completa. Ma quel momento non arriva mai.
In sostanza è evidente che il vero limite relativo alla procrastinazione è settato dal nostro cervello, che in realtà ama particolarmente indugiare, deviare, godere e non faticare, non rischiare, non soffrire. Detto in altri termini. Se dobbiamo vincere la procrastinazione è lui che dobbiamo ingannare. E tra poco vedremo come.
Prima però cìè un’altra cosa che devi sentire.
Leggila perchè ne va della tua salute.
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Da poco è attivo anche un canale telegram.
Si sta creando una community in cui chiacchierare, avere accesso a contenuti riservati e ad atività esclusive.
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L’accesso è gratuito, ma il valore del progetto è inestimabile (mia onesta opinione).
Puoi accedere usa il link qui sotto.
Depressione e procrastinazione: quando non va sottovalutata
Quando la procrastinazione diventa cronica e pervasiva, può essere il segnale di qualcosa di più profondo. La depressione e la procrastinazione sono talvolta collegate: la mancanza di energia, la difficoltà a trovare motivazione, il senso di vuoto possono rendere anche i compiti più semplici insormontabili.
Premessa: il mantra è niente allarmismi.
Però è importante distinguere tra la procrastinazione occasionale e quella che deriva da una condizione psicologica più complessa. Le forme di depressione sono molteplici e si manifestano in modi diversi per ciascuno. Non si tratta di pigrizia o mancanza di volontà: è una fatica reale, spesso invisibile agli altri.
Se ti accorgi che la procrastinazione ti paralizza costantemente, che non riesci più a svolgere attività quotidiane fondamentali, che provi un senso di distacco dalla realtà o che la tua autostima è crollata, potrebbe essere il momento di chiedere aiuto a uno specialista della salute mentale.
Un percorso di psicoterapia può aiutarti a comprendere le cause profonde e a sviluppare strategie per affrontare la situazione. Non c’è nulla di sbagliato nel farsi supportare: è un atto di coraggio verso te stesso.
Come smettere di procrastinare
Tornando a noi e al motivo per cui nasce questo articolo.
Anche quando abbiamo capito le cause, resta il fatto che dobbiamo agire.
E per questo siamo qui. Dobbiamo rompere il momento di inerzia, quel freno iniziale che una volta superato rende tutto il viaggio più semplice.
Iniziare è molto più difficile che continuare.
Possiamo scegliere un percorso di psicoterapia, assolutamente sensato e consigliabile. E contemporaneamente possiamo anche attuare delle strategie pratiche, anche molto semplici, che ci permettono di innescare un’azione. Di iniziare il movimento. Di incamminarci verso quell’altrove.
Ecco quindi quattro strategie estremamente pratiche per iniziare.
Poca riflessione, pochi voli pindarici. Tanta pratica e attuazione. Sono un po’ particolari, un po’ controintuitive. Però sono certo che ti faranno sorridere, ti faranno riflettere e certamente ti saranno d’aiuto.
Breve digressione. Adesso leggeremo 4 strategie estremamente prariche. Ma ci sono altre cose che potremmo dire su questo tema di più approfondito, che ci permettano di ragionare sui motivi, sui condizionamenti, sulle aspettative. Ne ho parlato in un altro articolo dal quale ho tratto anche un video. Qui sotto trovi entrambi e può aver senso salvarteli per leggerli osuccessivamente o in un secondo momento.
E adesso, sotto con le 4 strategie pratiche.
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Strategia 1: L’azione più stupida possibile
Invece di cercare l’azione “giusta”, quella perfetta, quella che ti farà fare il salto di qualità, fai quella più stupida, piccola, ridicola possibile legata al tuo obiettivo.
Apri solo il file. Scrivi solo il titolo. Manda un’email di una riga. Compra solo il quaderno.
La stupidità dell’azione disinnesca il perfezionismo paralizzante.
Perché il problema non è che non sai cosa fare. È che stai cercando l’azione “degna”, quella che giustifica tutto il tempo che hai passato a rimandarla. Ma quella non esiste.
Esiste solo l’azione stupida, piccola, insignificante che però ti mette in movimento. E una volta in movimento, l’inerzia cambia direzione. Superare l’inerzia iniziale è la parte più difficile, ma una micro-azione è sufficiente per sbloccare tutto il resto.
Domani non chiederti “qual è l’azione giusta?”. Chiediti: “qual è l’azione più stupida che posso fare in 30 secondi?”. E falla.
Strategia 2: L’alleanza con il fallimento
Impegnati a fallire bene.
“Oggi farò una versione di merda di questo.”
Non “farò del mio meglio”. Non “cercherò di dare il massimo”. Ma proprio: “Oggi produrrò qualcosa di oggettivamente brutto.”
Dare il permesso di fallire toglie il peso della performance. E una versione di merda è sempre meglio della versione inesistente.
Il paradosso è che quando ti dai il permesso di fare schifo, spesso fai meglio di quanto pensavi. Perché hai tolto la pressione. Hai smesso di giudicarti mentre agisci.
E anche se davvero fai schifo – beh, hai fatto. Hai rotto l’inerzia. Domani puoi migliorare. Ma solo se oggi hai iniziato.
Questa strategia è particolarmente potente contro il perfezionismo che ti blocca. Vincere la procrastinazione significa accettare che il progresso imperfetto è sempre meglio della perfezione immobile.
Quindi domani mattina, prima di fare qualsiasi cosa, dì ad alta voce: “Oggi farò una versione pessima di [inserisci obiettivo].” E poi vai. Senza giudizio.
Strategia 3: La tecnica del “già fatto a metà”
Non partire mai da zero.
Crea una bozza sporca, un abbozzo, uno schema scarabocchiato PRIMA di iniziare davvero.
Scrivi tre righe a caso. Fai uno schizzo informe. Butta giù cinque parole chiave. Apri il file e scrivi solo “TITOLO DA DEFINIRE“.
Quando arriva il momento di agire, non stai “iniziando” – stai “continuando qualcosa già esistente”.
E il cervello resiste molto meno a continuare che a iniziare.
Perché iniziare significa affrontare il foglio bianco, il vuoto, l’assenza. Continuare significa solo migliorare qualcosa che già c’è.
Quindi la sera prima, dedica 2 minuti a creare una bozza schifosa.
La mattina dopo, non dovrai iniziare. Dovrai solo continuare.
E continuare è infinitamente più facile. Iniziare ad agire diventa naturale quando hai già qualcosa davanti, anche se imperfetto.
Strategia 4: La regola dei 5 secondi (di Mel Robbins)
Questa è semplice. Brutale. Ed efficace.
Quando devi fare qualcosa, conta alla rovescia: 5 – 4 – 3 – 2 – 1.
E all’1, agisci. Immediatamente.
Non “tra un attimo”. Non “appena finisco questo”. All’1, ti alzi, apri il file, prendi il telefono, fai la cosa.
Perché il cervello ha circa 5 secondi prima di sabotarti con dubbi, paure, scuse, razionalizzazioni. Dopo quei 5 secondi, sei fregato.
Ma se agisci entro quei 5 secondi, bypassa il sabotaggio. È un “launch sequence” mentale che ti fa partire prima che la tua mente possa fermarti.
La regola dei 5 secondi funziona perché sfrutta l’impulso iniziale ad agire, prima che il blocco prenda il sopravvento. È uno strumento potente per passare all’azione quando il momento giusto non arriverà mai.
Domani mattina, prova. Pensa alla cosa che stai rimandando. Conta: 5 – 4 – 3 – 2 – 1. E muoviti.
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Procrastinazione: come iniziare?
Queste quattro strategie non sono magia. Non risolveranno tutti i tuoi blocchi. Non cancelleranno il vissuto che ti frena.
Ma ti faranno iniziare.
E iniziare è la parte più difficile. Tutto il resto è continuare.
In questo articolo ti ho dato quattro strategie concrete per rompere l’inerzia che ti blocca. Applicabile da subito.
Scegli quella che risuona di più con te. Provale. Una alla volta.
Prova ad applicare i suggerimenti che ti ho fornito e scrivimi nei commenti quale funziona meglio per te.
Grazie per aver letto fino a qui.
Ci leggiamo il prossimo articolo.
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