Person in a yellow jacket exploring a misty forest in West Sumatra, Indonesia.

Basta buoni propositi: come darsi obiettivi per raggiungerli davvero

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Buoni propositi. Esiste qualcosa di più ricorrente nellla nostra vita?

Viviamo costantemente sotto scacco dei nuovi buoni propositi.

 

 

Buoni propositi dell’anno nuovo. 

Buoni propositi del lunedì mattina. 

Del nuovo mese. 

Del nuovo lavoro che non sarà come il precedente. 

Del nuovo libro che terminerò. 

Del nuovo progetto che non abbandonerò per strada. 

Del nuovo rapporto personale che non sarà come il precedente.

 

Del nuovo me che sarà meglio del precedente. Che se ci pensi è un buon proposito pessimo che parte dal deprezzare la nostra versione del presente. 

 

 

In sostanza, la nostra propensione al futuro e ai buoni propositi, ci mette costantemente in una posizione scomoda, facendoci vivere di auto rimproveri e distogliendo la nostra attenzione da ciò che funziona davvero.

E cosa funziona davvero?

 

Ne parliamo in questo articolo. Continua a leggere che ci sono alcune cose da dire che se comprese non solo ti consentiranno di toglierti dalla posizione di scacco, ma ti permetteranno di cambiare direttamente gioco.

 

Buona lettura.

multipotenzialità e produttività

Ciao sono Dino! 

Sono passato in alcuni anni dall’essere un tecnico avviato ad una carriera di progettazione, a diventare un direttore artistico in grado di organizzare oltre 500 concerti, per poi trasformarmi di nuovo in quello che sono oggi.  Un marketer. Fino a quando vorrò.

multipotenzialità e produttività

Ciao sono Dino! 

Sono passato in alcuni anni dall’essere un tecnico avviato ad una carriera di progettazione, a diventare un direttore artistico in grado di organizzare oltre 500 concerti, per poi trasformarmi di nuovo in quello che sono oggi.  Un marketer e soprattutto un amichevole professore di quartiere. E si, anche un Life Coach.  Fino a quando vorrò.

Life coach: cosa è il life coaching e 3 modi in cui potrebbe aiutarmi se sono multipotenziale Life coach. Tra tutte le varie …

Che cosa sono i buoni propositi?

Prima di smontarli, vale la pena capirli davvero.

 

I buoni propositi sono intenzioni di cambiamento che ci poniamo in momenti particolari della vita: quando sentiamo il bisogno di ricominciare, di voltare pagina, di diventare una versione migliore di noi stessi. 

 

Nascono quasi sempre da un picco emotivoun momento di entusiasmo, una scadenza simbolica, una scarica di dopamina.

Per questo hanno un difetto strutturale enorme e sono abbastanza convinto tu l’abbia già intuito.

Durano il tempo che dura la scarica di dopamina.



Il problema dei buoni propositi non è l’intenzione

 

L’intenzione di migliorarsi è sana, anzi è necessaria. L’intenzione è la miccia di partenza che porta qualsiasi micro singolarità di cambiamento ad evolvere fino al momento di trasformarsi nell’evoluzione successiva.

 

Il problema è il meccanismo.

 

Quando ci poniamo un buon proposito in un momento di carica emotiva, stiamo costruendo su sabbie mobili. La motivazione che lo alimenta è temporanea per definizione. E quando quella motivazione scende — e scende sempre — il proposito crolla insieme ad essa.

Il buon proposito non è uno strumento di cambiamento. È uno strumento di sollievo momentaneo. Ti fa sentire bene nell’istante in cui lo formuli. E quasi sempre si ferma lì.

Ecco perché è importante parlare di obiettivi realistici.

 

La trappola dei buoni propositi

Abbiamo detto che la trappola dei buoni propositi ci ingloba tutti. Siamo carichi, la dopamina sale, sentiamo infiniti poteri cosmici. E vediamo tutto attuabile.

 

Il problema come detto è che non tutto è attuabile.

 

Perchè qualcosa sia attuabile dobbiamo trasformare la fase di singolarità iniziale in azioni concrete e quotidiane e solitamente è qui che i buoni propositi si dissolvono nel nulla.

 

Perché? perché presi dall’entusiasmo abbiamo formulato non una strategia, bensì una proiezione inattuabile.


In quest’ottica io tendo a suddividere un processo funzionale in due fasi.

E ci tengo ti sia chiaro tutto questo perché se darsi obiettivi è importante, ancora più importante è 1) porseli realistici e 2) dimenticarseli.

E prima di procedere vorrei riflettere con te su una frase.

 

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SAPEVI DEL CANALE TELEGRAM?

Da poco è attivo anche un canale telegram.
Si sta creando una community in cui chiacchierare, avere accesso a contenuti riservati e ad atività esclusive.


Ad esempio una video- call collettiva in cui fare rete…una volta al mese.

L’accesso è gratuito, ma il valore del progetto è inestimabile (mia onesta opinione).
Puoi accedere usa il link qui sotto.


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La frase da portarti sempre con te

Quali possono essere i tuoi buoni propositi è importante essere consapevoli di questo concetto:

“Quando ci convinciamo di non aver realizzato o concretizzato nulla, è perché troppo spesso abbiamo tenuto l’asticella molto più in alto di quanto dovrebbe essere.”

Rifletti.

I buoni propositi sono per natura visionari. Ci proiettano in un altrove dove la persona che siamo viene sostituita da una versione sostenuta da un’efficacia superiore. E quindi l’asticella sale a livelli intergalattici.

E ci convinciamo sia il modo migliore.

 

E quindi paghiamo un anno di palestra perchè sarà un modo per non abbandonare per starada. 
Ci compromettiamo economicamente perché sarà una leva in grado di persuadere la nostra indole.

In sostanza ci esponiamo perché vogliamo alimentare con costanza “o minacce” il perdurare della dopamina. E l’asticella in alto abbiamo la sensazione sia la risposta.

 

Bene.

Non è vero che se non alzerai l’asticella non arriverai. La verità è che un’asticella posta troppo in alto, sarà il primo passo per credere di aver fallito un obiettivo, che già in partenza era irraggiungibile.

Se alzerai troppo l’asticella, continuerai solo a fissarla.

Continuerai solo a fissare quell’asticella da lontano.

 

E penserai che gli incentivi – errati – che ti eri dat* sono un’ulteriore dimostrazione delle tue mancanze.

 

E quando ti renderai conto che quei buoni propositi sono troppo in alto, sai cosa farai?

 

Non guarderai più l’asticella con l’idea di abbassarla. Semplicemente girerai lo sguardo altrove e penserai che quell’asticella non è fatta per te.

 

Buon proposito fallito.

 

Ma quindi, quali sono davvero le cose da portarsi dietro per trasformare l’intenzione – la singolarità – e quindi il buon proposito in un risultato concreto? Le vediamo ora.

 

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Le due cose che voglio tu ti porti sempre con te

Prima cosa: setta bene la tua asticella.

 

Non farti trasportare dalla dopamina, dall’entusiasmo del momento. Fregatene.

 

Domani è uguale a oggi. E dopodomani sarà lo stesso identico giorno.

 

E questa non è una brutta notizia. È una grandiosa notizia. Significa che ogni giorno è quello giusto, e che non esiste un anno perso, un anno sbagliato, un progetto fallito, un passaggio a vuoto e via dicendo. Esiste solo l’oggi. 

 

Seconda cosa: concentrati su ciò che ogni giorno puoi fare.

 

Non concentrarti sull’asticella. L’asticella è in alto, dimenticala.

 

Concentrati sull’ 1% che oggi puoi fare. Quello che è in tuo potere.

Perché se oggi farai quell’ 1%, e domani farai un altro 1%, e così farai il primo giorno, il secondo giorno, il terzo giorno, e così via durante tutto l’anno, ogni giorno di un nuovo progetto, in ogni passaggio di una nuova relazinone, concentrandoti sullo sforzo quotidiano…

 

…allora a quel punto quell’asticella si avvicinerà di conseguenza.

 

I buoni propositi non bastano: serve consapevolezza

Ecco il punto. I buoni propositi sono effimeri.

Ti illudono e ti lasciano senza autostima se non raggiunti. Invece, quell’1% è totalmente nelle tue mani.

È il tuo incredibile super potere di plasmare giorno dopo giorno il tuo futuro e giungere dove quell’1% applicato ogni giorno ti porterà ad arrivare. Ed è infinitamente lontano. Te lo garantisco.

 

Anche se incredibilmente meno attraente nel mentre, perché proiettarsi in un lontano futuro enormemente diverso dal presente permette di sognare, ma non è altrettanto efficace dal punto di vista attuativo.

 

Le intenzioni del momento non servono.

 

Tu sei il capitano del tuo futuro e tu puoi tutto, pezzettino dopo pezzettino. Il che significa che il tuo “volere è potere” è pura realtà se e solo se il tuo volere e potere è relativo a ciò che ogni singolo giorno puoi fare.

 

Puoi capire cosa è in tuo potere.


E se vuoi, puoi attuarlo. E quel piccolo pezzettino, quel 1 % è una microfrazione di uno schema piu grande che forse ancora non sei in grado di vedere ma che renderà la tua parte attuativa la protagonista vera della tua storia.

 

Perché il viaggio è davvero spettacolare quando capisci che sei tu a sceglierlo.

 

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Da dove iniziare, adesso


In questo articolo ti ho detto una cosa scomoda: smettila di darsi obiettivi che nascono dall’entusiasmo del momento e inizia a costruire qualcosa di reale, un giorno alla volta.


Applicabile da subito.


Prendi l’obiettivo più importante che hai in testa. Poi chiediti: qual è la cosa più piccola che posso fare oggi per avvicinarmi lì?
Quella è la tua mossa. Quella sola.


Prova ad applicare i suggerimenti che ti ho fornito e scrivimi nei commenti se ti sono stati utili. Se stai ancora inseguendo buoni propositi irraggiungibili, spero che questo articolo ti abbia dato una direzione diversa.


Grazie per aver letto fino a qui.
Ci leggiamo nel prossimo articolo.

Una Newsletter tutti i martedì per condividere suggerimenti. Un pezzettino in più di consapevolezza multipotenziale.


Cosa dici, potrebbe darti una mano?

Se ti va di investire 5 minuti di lettura per ripartire con le pile cariche, c’è LEGGERMENTE.

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