Crollo emotivo: 4 segnali che stai per viverlo (e non lo sai)
Collo emotivo. Che si viva tutti sulla soglia di un equilibrio precario è piuttosto evidente. Che però questo equilibrio non possa acquisire una discreta dose di consapevolezza è tutta un’altra storia. Ecco perché ho scritto queste parole.
L’articolo di oggi tocca un punto delicato, perché andiamo a sfiorare un argomento che spesso fa parte della vita del multipotenziale. Anche se indirettamente.
Parliamo della gestione di un crollo emotivo.
Disclaimer grosso come una casa: Quello che leggerai qui dentro è una riflessione, non una diagnosi. Niente di ciò che dirò in questa newsletter sostituirà il supporto di un professionista della salute mentale. Se senti di essere in un momento difficile, cerca aiuto. Non aspettarti che passi da solo. Nessuno si salva da solo my friend. Detto questo, spero ciò che ti dirò possa aiutarti a riflettere.
detto questo proviamo a fare chiarezza sull’argomento, perché oggi, avere un crollo emotivo, può capitare davvero a chiunque e vedremo il perché e il come accorgersene prima.
buona lettura
Ciao sono Dino!
Sono passato in alcuni anni dall’essere un tecnico avviato ad una carriera di progettazione, a diventare un direttore artistico in grado di organizzare oltre 500 concerti, per poi trasformarmi di nuovo in quello che sono oggi. Un marketer. Fino a quando vorrò.
Ciao sono Dino!
Sono passato in alcuni anni dall’essere un tecnico avviato ad una carriera di progettazione, a diventare un direttore artistico in grado di organizzare oltre 500 concerti, per poi trasformarmi di nuovo in quello che sono oggi. Un marketer e soprattutto un amichevole professore di quartiere. E si, anche un Life Coach. Fino a quando vorrò.
Life coach: cosa è il life coaching e 3 modi in cui potrebbe aiutarmi se sono multipotenziale Life coach. Tra tutte le varie …
Una situazione abituale
S’è una cosa che mi capita spesso di incontrare nelle coaching è la testimonianza di persone che devono affrontare una vita che non è in sintonia con ciò che loro sentono.
Una vita che obbliga a dinamiche che non vorremmo, a fare cose che non sentiamo di dover/voler fare. O peggio, a fare cose che proprio ci fanno stare male.
E questa non è una cosa scontata, e nemmeno rara.
Perché il mercato del lavoro spesso ci mette di fronte a compiti che non amiamo. Forse non li amiamo dal punto di vista etico. Forse non li amiamo perché non sono in sintonia con la visione che abbiamo del mondo.
Bene. Anzi, male, perché una delle cose che capita di sovente quando vivi costantemente – e per lungo tempo – questa situazione è quella di ritrovarti di fronte a un evidente crollo emotivo.
Chiariamo di cosa si tratta.
Cosa vuol dire crollo emotivo?
Quando parliamo di questa condizione, cos’è davvero?
È quel momento in cui senti di aver superato il limite, di aver esaurito completamente le tue risorse emotive e fisiche. Non è solo stanchezza, è proprio la sensazione che tutto il tuo sistema sia andato in tilt.
Crollo non è di certo un suono onomatopeico, però non so voi, ma nel mio caso trovo che il suono stesso della parola, così come il pattern immaginario che innesca nella mente, sia tanto potente quando narrativamente efficace per descrivere quello che si prova quando si vive questo stato di esaurimento di energie mentali.
Crollo. Tracollo. Macerie. Struttura che si sgretola.
Efficace?
Perché è importante riflettere sul tema?
Il punto è che potresti non accorgertene
Talvolta lo riconduci ad altro. Talvolta ti limiti a pensare che “non è un buon periodo”.
E allora reagisci in due modi.
O cerchi soluzioni che ti potenzino e quindi compi azioni volte a tirarti fuori dal tuo stato: ti iscrivi in palestra, partecipi a un nuovo corso, potenzi le relazioni esterne; oppure al contrario cerchi soluzioni attraverso piaceri effimeri dannosi: ti sfoghi sul cibo, eccedi con l’alcol, ti lasci andare etc etc.
Attenzione: Non ha alcuna valenza giudicante questo passaggio. Ognuno reagisce come reagisce. Certo alcune strategie sono più sane di altre ma il punto non è quello. Il punto è che ci sono dei segnali che stiamo ignorando e che potrebbero darci una maggiore contezza di ciò che sta succedendo.
Ecco, oggi voglio condividerne con te quattro, che ti stanno dicendo che sei vicino a un crollo emotivo. Sono punti molto pratici che hanno il solo obiettivo di portarti a porti delle domande.
E in ultimi condividerò una conclusione che vorrei tu prendessi seriamente in considerazione.
4 passi per trovare il proprio scopo nella vita da multipotenziale (ma non solo) Come trovare il proprio scopo nella vita se …
Da poco è attivo anche un canale telegram.
Si sta creando una community in cui chiacchierare, avere accesso a contenuti riservati e ad atività esclusive.
Ad esempio una video- call collettiva in cui fare rete…una volta al mese.
L’accesso è gratuito, ma il valore del progetto è inestimabile (mia onesta opinione).
Puoi accedere usa il link qui sotto.
Quali sono i sintomi di una crisi emotiva?
Voglio inserire un disclaimer in questo momento. L’ho già fatto all’inizio dell’articolo ma credo sia estremamente doveroro ripeterlo qui.
Ciò che leggerai è uno spunto di riflessione.
Un modo per guardare a specchio la tua vita, riconoscere delle ricorrenze abituali e porti la domanda giusta:
Sono un periodo passeggero mio?
O sono una condizione che ormai vivo abitualmente e che ha bisogno di essere approfondita?
Soprattutto la seconda domanda sarà importantissima quando in ultimo di suggerirò una nuova chiave di lettura.
Adesso però è giunto il momento di mettere in fila alcuni segnali che ti raccontano che sei a 3,24078e-20 parsec da un crollo emotivo. E se non sai cosa sia un parsec è del tutto normale, è per via del fatto che io sono un nerd patentato e tu probabilmente no. Meglio per te.
In tutti i casi traducendotelo in linguaggio comprensibile sto per raccontarti segnali che ti dicono che sei a un millimetro da un crollo emotivo.
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Segnale 1: Ti arrabbi per cose che normalmente non ti toccano minimamente
Il collega che mastica rumorosamente. Il semaforo rosso. La notifica del telefono.
Cose insignificanti ti mandano in bestia in modo sproporzionato.
Non è il semaforo il problema. Non è il collega. Sei tu che sei al limite.
Quando inizi a reagire in modo esagerato a piccole frustrazioni quotidiane, non è perché sei diventato improvvisamente intollerante. È perché il tuo sistema nervoso è già al massimo della capienza.
Non c’è più spazio per assorbire altro. Anche la goccia più piccola fa traboccare il vaso.
E se ti ritrovi a pensare “ma perché mi arrabbio così tanto per queste sciocchezze?” – beh, quella è la risposta. Perché non sono le sciocchezze il problema. È che sei esausto.
Segnale 2: Dormi troppo o non dormi affatto (e nessuna delle due cose ti fa sentire riposato)
Dormi 12 ore e ti svegli distrutto. Oppure fissi il soffitto alle 3 di notte con la mente che macina senza sosta.
In entrambi i casi: zero energia. Zero riposo reale.
Perché il sonno non è solo una questione di ore. È una questione di qualità. E quando sei in sovraccarico emotivo, il tuo corpo non riesce a rigenerarsi davvero.
Dormi, ma non riposi. Perché anche nel sonno il tuo cervello sta elaborando, stressandosi, cercando soluzioni a problemi che non riesci a risolvere.
E quando ti svegli, ti senti come se non avessi mai chiuso occhio. Perché in un certo senso, non l’hai fatto.
Segnale 3: Hai iniziato a saltare le cose che normalmente ti piacciono
Palestra? “Oggi no.” Aperitivo con amici? “Sono stanco.” Il tuo hobby? “Non ho tempo.”
Stai tagliando via tutto ciò che ti ricarica, lasciando solo ciò che ti prosciuga.
E questa è una delle trappole più insidiose del crollo emotivo: inizi a eliminare esattamente le cose che ti farebbero stare meglio.
Perché sembrano “extra”. Sembrano un lusso che non puoi permetterti in questo momento. Meglio concentrarsi sulle “cose importanti”, no?
Ma la verità è che quelle cose – quelle che ti piacciono, che ti ricaricano, che ti fanno sentire vivo – sono le cose importanti.
E quando inizi a sacrificarle, stai solo accelerando il tracollo emotivo.
Segnale 4: Hai iniziato a fantasticare ossessivamente su “scappare via da tutto”
Mollare il lavoro. Cambiare città. Tagliare tutti i ponti. Ripartire da zero in un posto dove nessuno ti conosce.
Attenzione: Non è voglia di cambiamento. È disperazione mascherata da fuga.
Stai cercando una via d’uscita perché sei al collasso. E il tuo cervello, non sapendo come risolvere la situazione attuale, ti propone l’unica soluzione che gli sembra plausibile: scappare.
Ma il problema di scappare è che ti porti dietro te stesso. E se non affronti ciò che ti sta facendo crollare, lo ritroverai anche nel posto nuovo.
Quindi se ti ritrovi a sognare ossessivamente la fuga, fermati un attimo. Non è la geografia il problema. È la situazione in cui sei. E quella va affrontata, non evitata.
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Come uscire da un crollo emotivo?
Se sei già dentro al crollo emotivo cosa fare è la domanda che ti stai ponendo. La prima cosa, quella non negoziabile, è cercare supporto professionale. Uno psicologo o uno psicoterapeuta può darti gli strumenti per affrontare quello che stai vivendo.
E si, anche un coach può aiutarti parzialmente nell’intercettare quali sono le dinamiche ti hanno portato li. Se vuoi parlarne contattami qui.
Perché ci sono cose pratiche che puoi iniziare a fare subito ed eccoci giunti alla chiave di lettura finale che ti prometto dall’inizio di questo articolo.
Conclusione: il vero problema (e la vera soluzione)
Quello che ci tengo a dirti ora è questo: se ti ritrovi in queste considerazioni, quasi sempre sei portato a prendere le scelte sbagliate.
Te l’ho già accennato prima. Vai a sfogarti sul cibo, su una vita sregolata. Trovi soluzioni nei piaceri effimeri. Ti iscrivi in palestra pensando che basti quello. Cerchi di tamponare invece di risolvere.
Ma il punto è un altro.
L’unica cosa che potrebbe non andare davvero è il luogo nel quale sei. E forse è proprio lì che devi prendere le decisioni più importanti.
Ho perso il conto del numero di persone con le quali mi sono interfacciato che cercando di riempire un secchio che perde acqua.
Non serve la palestra se il lavoro ti sta uccidendo. Non serve il corso di mindfulness se la tua vita quotidiana è in contrasto con chi sei e se non sei in grado di dire quello che pensi. Difficile risolvere se chi ti sta intorno non ti da il valore che meriti.
Non serve scappare in un’altra città se il problema è la situazione che ti porti dietro.
A volte quella che scambiamo per ansia, depressione e disagio ha tutte le sembianze di un capo imbecille, di un lavoro che odiamo per otto ore al giorno e di amicizie e compagnie che ci sviliscono.
E con questo non sto dicendo che cambiare aria sia un male (sia chiaro) sto dicendo che farlo senza la consapevolezza di quello che sta accadendo non ti aiuterà a modificare i pattern che ti hanno portato lì.
Guarda in faccia la realtà e chiediti: “Questo luogo – questo lavoro, questa dinamica, questa vita – è sostenibile per me?”
E se la risposta è no, allora la soluzione non è tamponare. Potrebbe essere cambiare. Ma con cognizione di causa.
Imparare a dire di no: La comunicazione assertiva ti renderà felice (ma forse più antipatico) Imparare a dire di no. Alzi …
Crollo emotivo: come iniziare?
In questo articolo ti ho dato quattro segnali chiari che ti stanno dicendo che sei vicino al limite, ti ho spiegato cosa significa davvero e quali sono i sintomi da riconoscere. Applicabile da subito.
Non aspettare di crollare completamente per agire. I segnali ci sono, basta imparare a vederli.
Prova ad applicare i suggerimenti che ti ho fornito e scrivimi nei commenti se ti sono stati utili.
Grazie per aver letto fino a qui.
Ci leggiamo il prossimo articolo.
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