Il mito del diventare la versione migliore di te stesso ti sta bloccando. Perché? (e come uscirne)

Diventare la versione migliore di te stesso. Il mito del miglioramento continuo è da un lato un impegno verso se stessi (di quelli positivi e potenzianti), dall’altro una sorta di corsa all’eldorado che nasconde tante insidie quanti momenti di pessimismo cosmico e perdita di fiducia nell’universo stesso.

In questi giorni ho riflettuto molto su questo tema emerso durante una coaching piuttosto interessante con un cliente: il miglioramento continuo. A tratti oserei dire il dannatissimo miglioramento contiuo.

Ne parliamo in questo articolo.

 

Leggilo fino alla fine perché scoprirai come distinguere il desiderio autentico dal condizionamento esterno che ti sta fregando. E forse nemmeno te ne stai accorgendo.

Siamo pronti?

Partiamo.

multipotenzialità e produttività

Ciao sono Dino! 

Sono passato in alcuni anni dall’essere un tecnico avviato ad una carriera di progettazione, a diventare un direttore artistico in grado di organizzare oltre 500 concerti, per poi trasformarmi di nuovo in quello che sono oggi.  Un marketer. Fino a quando vorrò.

multipotenzialità e produttività

Ciao sono Dino! 

Sono passato in alcuni anni dall’essere un tecnico avviato ad una carriera di progettazione, a diventare un direttore artistico in grado di organizzare oltre 500 concerti, per poi trasformarmi di nuovo in quello che sono oggi.  Un marketer e soprattutto un amichevole professore di quartiere. E si, anche un Life Coach.  Fino a quando vorrò.

Cosa significa “Diventare la versione migliore di se stessi”?

Sia chiaro, io sono un grandissimo sostenitore del voler evolvere sempre in meglio. D’altronde il Pokémon, se non evolve, a un certo punto non riesce più a superare le difficoltà.

 

Detto questo, ci sono due considerazioni importanti da fare.

 

La prima considerazione è: qual è il motore di questa evoluzione? È un tuo desiderio autentico? O è un condizionamento che arriva da fuori – un’eco lontana, una voce che ti dice che non sei mai abbastanza per chissà quale motivo?

 

Sono convinto che tu sia d’accordo con me nel dire che la seconda ipotesi porta con sé una serie di complicanze non irrilevanti.

 

La seconda considerazione invece è questa: il tuo desiderio di migliorare esiste davvero? E se esiste, da cosa dipende?

Quando parliamo di cosa significa arrivare ad essere ka versione migliore di te stesso, dobbiamo partire proprio da qui: capire se il motore è interno o esterno. 

 

Se stai migliorando per te o per lo sguardo degli altri. Perché il concetto stesso di “versione migliore di te stesso” può essere sia una bussola che una gabbia.

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Perché Voler diventare la versione migliore di te stesso può bloccarti?

La ricerca legata al “diventare la versione migliore di te stesso” può diventare tossico quando si trasforma in un ideale irraggiungibile. 

E si, questa cosa può accadere con una facilità eccezionalmente superiore a quello che potresti pensare.

Gli psicologi lo chiamano “perfezionismo maladattivo”: quello schema mentale che trasforma ogni obiettivo di crescita in una fonte di stress continuo.

Succede quando ti poni standard altissimi, ti critichi duramente per ogni errore, e hai sempre la sensazione di non essere abbastanza.

 

Il problema vero è questo: ogni volta che raggiungi un traguardo, l’asticella si alza automaticamente. La “versione migliore” diventa sempre un passo più avanti, sempre fuori portata. È una gara contro un avversario invisibile che non puoi vincere.

 

Per le persone multipotenziali questo meccanismo è ancora più insidioso. Ti confronti simultaneamente con tanti ambiti diversi, e finisci per sentirti sempre indietro rispetto a qualcuno, nonostante competenze spesso superiori alla media.

Il risultato? 

Il miglioramento continuo da strumento di crescita si trasforma in una condanna.

 

Come capire se stai migliorando per te o per gli altri?

Per fare chiarezza su questo, ti propongo due domande di coaching che potrebbero aiutarti.

 

Domanda 1: Se nessuno potesse vedere i tuoi progressi, cosa continueresti a migliorare?

Questa domanda ti aiuta a separare il desiderio autentico dal bisogno di approvazione esterna.

Se la risposta è “niente” o fai fatica a trovarne una, probabilmente stai inseguendo un’immagine di te che non è tua. Stai migliorando per te o per lo sguardo degli altri?

Fermati un attimo e chiediti: cosa farei se nessuno mi stesse guardando?

 

Domanda 2: Quando pensi a “migliorare”, visualizzi te stesso che cresce o qualcun altro che finalmente ti approva?

Il miglioramento sano è centrato su di te. Quello tossico è centrato sullo sguardo degli altri.

 

Nota dove va la tua mente: verso la tua soddisfazione personale o verso il volto di chi finalmente ti direbbe “bravo”?

 

Se la seconda ipotesi ti suona familiare, forse è il momento di riscrivere da chi dipende il tuo valore.

 

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Miglioramento personale autentico vs condizionamento esterno

Come si fa a distinguere il miglioramento personale autentico dal condizionamento esterno?

Il condizionamento sociale funziona così: fin da piccoli, certi comportamenti vengono premiati con approvazione, attenzione, riconoscimento.

Nel tempo, questi schemi si fissano e diventano automatici. Il problema è che spesso non ce ne accorgiamo nemmeno.

Quando il miglioramento è autentico:

Ti senti energizzato, non esausto. Le attività che ti motivano davvero ti ricaricano invece di svuotarti. 

 

Non hai bisogno di dirlo agli altri: i tuoi progressi hanno valore anche se nessuno li sa. 

 

Accetti che non sia sempre lineare: ci sono periodi di stasi o passi indietro, e va bene così. È in linea con i tuoi valori personali, non con standard generici che “dovrebbero” valere per tutti.

 

Quando è condizionamento esterno:

Ti esaurisce progressivamente. Hai bisogno di conferme continue: devi condividere, confrontarti, ricevere validazione. 

L’ansia da prestazione domina: hai paura di fallire o di non essere all’altezza. 

 

Non rispecchia i tuoi valori reali: gli obiettivi arrivano da aspettative sociali, pressioni familiari, confronti con altri.

Per le persone multipotenziali il condizionamento esterno è particolarmente insidioso. La società premia chi si specializza e segue un percorso lineare, creando un conflitto con la natura esplorativa e poliedrica.

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Come diventare la versione migliore di te stesso (quella vera)

C’è un paradosso interessante: il cambiamento vero parte dall’accettare completamente come sei adesso. Se resisti a quello che sei, crei una tensione che blocca l’evoluzione.

 

Il processo funziona così:

 

Accetta lo stato attuale. 

Non significa rassegnarsi. Significa guardare le cose in faccia: “Adesso sono così, con questi punti di forza e questi limiti.” Questo toglie la resistenza interna e libera energia per cambiare davvero.

 

Identifica i tuoi valori autentici. 

I valori sono i principi che guidano le tue scelte, indipendentemente dai risultati esterni. I valori veri rispondono alla domanda: “Cosa è importante per me, a prescindere da cosa pensano gli altri?”

 

Agisci in modo coerente con i valori. 

Il cambiamento diventa naturale quando nasce dai tuoi valori, non dall’adeguarsi a standard esterni. Quando le tue azioni sono allineate con quello che conta per te, il miglioramento personale perde la componente ansiosa.

 

Il vero obiettivo non è diventare una versione migliore di te stesso secondo criteri esterni. È sviluppare la versione più autentica, quella coerente con i tuoi valori. Quando la versione migliore di te stesso coincide con la versione più autentica, il risultato è benessere duraturo invece che stress cronico.

Essere se stessi: il percorso che nessuno ti racconta

L’autenticità personale non ha bisogno di validazione esterna. 

Trova il suo valore nella coerenza interna.

 

Servono tre cose fondamentali: consapevolezza di quello che provi davvero, tolleranza per quello che non capisci ancora di te, e il coraggio di mostrarti per come sei anche con il rischio che qualcuno non ti accetti.

 

Le ricerche mostrano che l’autenticità predice benessere psicologico, autostima stabile e relazioni soddisfacenti più di qualsiasi altro fattore.

 

Non serve inseguire una versione idealizzata della versione migliore di te stesso. Permettiti di essere chi sei, con la complessità, le contraddizioni e l’unicità che ti caratterizzano.

 

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SEI IN DIFFICOLTÁ?

I tuoi molteplici interessi ti stanno mettendo in scacco e ti hanno impedito di crearti un percorso lavorativo chiaro ed appagante? Se ti va ho pensato di aprire questo spazio sicuro. Un modo per fare due parole e darsi una pacca sulla spalla a vicenda. Ovviamente non costa nulla.

Diventare la Versione migliore di te stesso(davvero): come iniziare?

Capire qual è il tuo percorso e come trovarlo – non solo in ambito lavorativo ma nella vita di tutti i giorni – è un dannatissimo problema.

 

E di questa cosa ne parliamo spesso.

 

Il mio personalissimo contributo per affrontare questo tema e per darti una mano lo trovi qui sul blog.

In questo articolo ti ho dato due domande di coaching potenti per smascherare il condizionamento esterno.

 

Applicabile da subito.

 

Ma oggi voglio lasciarti con un ultimo pensiero sulla versione migliore di te stesso: smettila di inseguirla.

 

Inizia a chiederti: chi sono io, adesso, senza filtri? Cosa voglio davvero, se tolgo le aspettative degli altri? Dove voglio andare, se smetto di correre dietro a obiettivi che non sono miei?

 

Prova ad applicare i suggerimenti che ti ho fornito e scrivimi nei commenti se ti sono stati utili.

Grazie per aver letto fino a qui.

Ci leggiamo il prossimo articolo.

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