Trovare il lavoro giusto: 3 lezioni che ho imparato (sulla mia pelle)
trovare il lavoro giusto non è uno scherzo. Eppure non è impossibile, nonostante in molti lo vedano come un’azione pretenziosa, una necessità narcisistica di affermarsi. Ecco perchè nella cultura del sacrificio che permea il luogo nel quale viviamo, ho pensato di condividere alcune riflessioni sulla mia esperienza personale.
In questo periodo mi sento piuttosto felice della mia situazione lavorativa. Sia per quanto riguarda i percorsi di coaching, sia per l’ambito della docenza.
Sono attività che mi rispecchiano pienamente.
Però non è sempre stato così.
Per diversi anni ho fatto un lavoro che detestavo. Eppure dall’esterno sembrava perfetto: ero socio in uno studio tecnico, guadagnavo bene, lavoravo con persone piacevoli.
Ma dentro di me sapevo che non era il lavoro giusto per me.
Ed è proprio elaborando quel periodo che ho imparato tre cose fondamentali su come trovare il lavoro giusto.
Ne parliamo in questo articolo.
Leggilo fino alla fine perché ti darò strumenti concreti per capire se stai percorrendo la strada giusta o se ti stai perdendo.
Ciao sono Dino!
Sono passato in alcuni anni dall’essere un tecnico avviato ad una carriera di progettazione, a diventare un direttore artistico in grado di organizzare oltre 500 concerti, per poi trasformarmi di nuovo in quello che sono oggi. Un marketer. Fino a quando vorrò.
Ciao sono Dino!
Sono passato in alcuni anni dall’essere un tecnico avviato ad una carriera di progettazione, a diventare un direttore artistico in grado di organizzare oltre 500 concerti, per poi trasformarmi di nuovo in quello che sono oggi. Un marketer e soprattutto un amichevole professore di quartiere. E si, anche un Life Coach. Fino a quando vorrò.
Quando tutto sembra perfetto (ma non lo è)
Della mia storia già ti ho accennato.
Il contesto lavorativo era ineccepibile.
Eppure, anche in un contesto ineccepibile, dove tutte le variabili sembrano al giusto posto, non è detto tutte le variabili giuste, siano al posto in cui devono essere.
Perdona il gioco di parole, ma se posso permettermi un azzardo, il senso di questo articolo ruota proprio intorno a questo concetto.
Le variabili giuste per te, sono le sole variabili che possono condizionare o meno il modo in cui percepirai il tuo luogo lavorativo, il tuo percorso.
E da questo presupposto passa tutto il resto che ti dirò. Di fatto sarà il resoconto di quello che accade davvero quando quelle variabili giuste sono sfasate, deposizionate, condizionate in un luogo non coerente con i tuoi desideri reali.
Come capire se un lavoro è giusto per te?
Per rispondere a questo domanda ecco quindi 3 indicazioni precise che, nel caso si palesassero, dovrebbero per te essere come un prepotente campanello d’allarme.
Non solo.
Potrebbero tra le altre cose essere un deterrente al cambiamento, instillando in te credenze tutt’altro che positive con relativi inneschi legati ad un fotonico depotenziamento della tua autostima.
1. Il senso di colpa può essere devastante
Ecco la prima lezione importante che ho imparato.
Non accettare la propria situazione, anche quando è “privilegiata”, può generare un senso di colpa profondo.
Nel mio caso vivevo una condizione lavorativa che molti avrebbero desiderato, ma non riuscivo ad apprezzarla. E questo mi faceva sentire sbagliato.
Come se non fossi in grado di essere grato per ciò che avevo.
Ecco, non c’è sentimento più nocivo di quel tipo di senso di colpa.
Ti fa rimanere bloccato. Ti impedisce di cercare quale è il lavoro giusto per me, perché ti senti in dovere di accontentarti. Ti fa credere che il problema sia tu, non la situazione.
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2. Servono tutti gli ingredienti per il cocktail
Questa è la seconda lezione.
Il concetto di “accontentarsi perché non si può avere tutto” è fuorviante.
Non basta un bel lavoro, in un bel posto, pagato bene, se non ci permette di essere coerenti con la persona che siamo.
Proprio come in un cocktail, ogni ingrediente è importante nella giusta proporzione.
Così è per la nostra vita: servono tutti gli elementi essenziali per poter dire di essere davvero felici.
E quando parliamo di come capire il lavoro giusto, dobbiamo considerare tutti questi ingredienti. Non solo quelli più evidenti come lo stipendio o la posizione.
Gli ingredienti invisibili sono spesso i più importanti: il senso di quello che fai, la possibilità di esprimerti, la coerenza con i tuoi valori.
3. Non voglio più dimenticarmi chi sono
Questa è la terza e più importante lezione.
Quando viviamo una vita che non ci rappresenta, anche se apparentemente “bellissima”, ci perdiamo.
Dimentichiamo chi siamo davvero. Cosa ci fa sentire vivi. Parte di questo meraviglioso universo.
Qualsiasi sarà la strada che percorrerò in futuro, voglio che sia una strada in cui non mi dimenticherò mai più di me stesso.
Anche se dovrò rinunciare a qualche “ingrediente del cocktail perfetto”, quelli determinanti dovranno esserci sempre.
Questo è il criterio più importante per come trovare il lavoro giusto per te: non perdere mai di vista chi sei.
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Cosa fare quando il lavoro non ti soddisfa?
Sembra domanda scontata ma se stai leggendo questo articolo è probabile tu sia in una situazione simile a quella che mi trovavo a vivere io.
E se così fosse, ora che abbiamo condiviso esperienze, proviamo a mettere insieme alcune azioni pratiche.
Prima di tutto: Come ritrovare se stessi nel lavoro?
Inizia con una domanda semplice: quale parte di te hai lasciato fuori dalla porta dell’ufficio?
Quella parte che reprimi. Che nascondi. Che senti non avere spazio nella tua vita professionale.
Identificala.
Poi chiediti: come posso riportarla dentro?
La risposta può essere molteplice. Apparentemente inaspettata ma non per questo sbagliata.
A volte significa cambiare completamente lavoro. A volte significa modificare il tuo ruolo attuale. A volte significa creare un progetto parallelo che ti permetta di esprimerti. A volte significa solo rileggere il tuo lavoro e cucirtelo addosso semplicmente adattandolo.
Non esiste una risposta unica.
Ma esiste una certezza: fino a quando quella parte di te rimarrà fuori, non avrai trovato il lavoro giusto.
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Da poco è attivo anche un canale telegram.
Si sta creando una community in cui chiacchierare, avere accesso a contenuti riservati e ad atività esclusive.
Ad esempio una video- call collettiva in cui fare rete…una volta al mese.
L’accesso è gratuito, ma il valore del progetto è inestimabile (mia onesta opinione).
Puoi accedere usa il link qui sotto.
Secondo: Come trovare la propria strada professionale?
La risposta sta nel non dimenticare mai gli ingredienti essenziali del tuo cocktail personale.
Probabilmente alcuni li troverai rispondendo adeguatamente alla domanda che ti ho posto nel parsgrafo precedente.
Puoi fare una lista. Quali sono gli elementi che per te sono irrinunciabili?
Non parlo solo di aspetti pratici. Parlo di bisogni profondi.
Per me, per esempio, era fondamentale aiutare le persone a crescere. Sentirmi utile in modo diretto. Vedere l’impatto del mio lavoro sulle vite degli altri.
In quel luogo perfetto ma non perfetto per me, questo ingrediente mancava completamente.
Trovare il lavoro giusto significa identificare i tuoi ingredienti irrinunciabili e costruire una situazione professionale che li contenga tutti.
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SEI IN DIFFICOLTÁ?
I tuoi molteplici interessi ti stanno mettendo in scacco e ti hanno impedito di crearti un percorso lavorativo chiaro ed appagante? Se ti va ho pensato di aprire questo spazio sicuro. Un modo per fare due parole e darsi una pacca sulla spalla a vicenda. Ovviamente non costa nulla.
Trovare il lavoro giusto: come iniziare?
In questo articolo ti ho raccontato tre lezioni che ho imparato sulla mia pelle. Tre verità scomode ma necessarie.
Il senso di colpa che ti blocca. La necessità di avere tutti gli ingredienti essenziali. L’importanza di non dimenticare mai chi sei.
Applicabile da subito.
Ti lascio con una riflessione: ti risuona uno di questi tre punti? Riesci a riconoscere la parte di te che hai lasciato indietro, o che stai ancora cercando, o magari che hai appena ritrovato?
Tutto gira intorno a quella parte.
Prova a riflettere su queste considerazioni e scrivimi nei commenti se ti sono state utili.
Grazie per aver letto fino a qui.
Ci leggiamo il prossimo articolo.
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